La fiera di Essen è passata ormai da qualche settimana e dopo di essa anche la nostrana Lucca Comics & Games.
Si sono visti anche quest'anno numerosi giochi molto interessanti e dopo aver letto qua e là in rete i pareri degli addetti ai lavori e dei fortunati partecipanti ai suddetti eventi, ho raccolto i nomi dei boardgames che ho trovato maggiormente interessanti ovvero : Vinhos, De Vulgari Eloquentia, 7 Wonders e Troyes.
Facendo una piccola analisi e partendo dal primo della lista, parliamo di Vinhos.
Vinhos (termine che in Portogallo, uno dei maggiori produttori di vino al mondo, significa vini) è un gioco ambientato in un'azienda vinicola in cui i giocatori dovranno produrre del vino (ovviamente) per poi venderlo nel modo più redditizio possibile o per presentarlo alla fiera annuale al fine di ottenere prestigio e dimostrare di essere il miglior produttore.
Considerazioni personali: il gioco sembra avere tutte le carte in regola (per quanto su Boadgamegeek fatichi a decollare) per essere uno dei giochi dell'anno, le azioni possibili sono numerose, la grafica non è affatto male e l'ambientazione è molto forte. Nonostante questo, essendo un gioco di gestione risorse/azioni, credo che non sarà nella mia lista della spesa a causa dei numerosi titoli più interessanti appartenenti a questa tipologia.
Il secondo titolo è De Vulgari Eloquentia, gioco del nostro Mario Papini (autore tra gli altri di Siena, nel 2005), che prende il nome dal celebre trattato scritto da Dante in lingua latina nei primi anni del 1300. Il gioco, infatti, è ambientato in Italia nel tardo Medioevo ovvero negli anni in cui il Volgare (la lingua italiana parlata dal popolo ed in seguito utilizzata da San Francesco d'Assisi e dallo stesso Dante nella sua Divina Commedia) inizia lentamente a guadagnare importanza.
In questo gioco lo scopo è proprio quello di impegnarsi al massimo affinchè la nuova lingua possa vedere la luce passando ad esempio attraverso la traduzione di antichi manoscritti scritti nei vari dialetti, e scoprendo i segreti custoditi nella Biblioteca Pontificia.
Considerazioni personali: inizialmente mi ha colpito molto per la sua originalità ma scorrendo le immagini presenti in rete l'ho trovato molto poco accattivante dal punto di vista grafico e forse un po' troppo complesso per essere proposto anche a giocatori occasionali.
7 Wonders è probabilmente uno dei titoli che ha riscosso più successo in questo periodo post-Essen (come testimonia anche la sua posizione nel rank di Boardgamegeek) e vede i giocatori, da 3 a 7, impegnati nella costruzione delle 7 Meraviglie del mondo antico.
7 Wonders è un gioco di carte che prevede 3 ere, nelle quali i giocatori dovranno giocare in totale 6 carte da una mano iniziale di 7, una per turno. Ad ogni turno ogni giocatore sceglie una carta dalla propria mano, dopodiché ognuno mostrerà la carta scelta e la giocherà applicandone gli effetti. Le carte restanti andranno poi al giocatore alla propria sinistra o destra, a seconda dell’era in cui ci si trova.
Le carte appartengono a 7 categorie e prevedono edifici di: produzione dei materiali, scientifici, commerciali, militari e politici, tutti utili a collezionare risorse, denaro e punti vittoria. I pregi di questo gioco sono senza dubbio la rapidità e la relativa semplicità tant'è che risulta adatto sia ai giocatori assidui sia a quelli occasionali. L'ambientazione è godibile e si fa sentire (specie nelle prime partite) anche per merito delle splendide illustrazioni di Miguel Coimbra (l'illustratore di Small World!).
Inoltre il gioco pare molto ben bilanciato e dotato di ottima scalabilità anche se il variare del numero di giocatori può comportare un differente approccio strategico, a volte anche in modo piuttosto radicale.
I difetti principali riguardano invece i materiali poichè la scatola che contiene il gioco risulta particolarmente sovradimensionata e dunque scomoda e soprattutto perchè le carte sono di qualità piuttosto bassa e fuori misure standard con conseguenti problemi nell'imbustare un gioco dove le carte si mischiano di continuo.
Considerazioni personali: nonostante venga considerato (forse anche giustamente) un ottimo gioco, molto probabilmente non farà la sua comparsa nella mia collezione. Le illustrazioni e la grafica sono molto belle ma i prossimi acquisti di giochi di carte (di cui non sento particolarmente l'esigenza in questo periodo) saranno altri, prima fra tutti Dominion che ancora non possiedo e forse in seguito Citadels. Anche il prezzo mi invoglia assai poco essendo di recente lievitato a circa 45 euro (per la versione inglese).
Troyes è l'ultima gioco di questa mini-rassegna ed è senza dubbio il titolo che più mi incuriosisce.
Il gioco deve il suo nome all'omonima città francese, famosa per essere stata un notevole centro per il commercio durante il Medioevo.
A livello di dinamiche Troyes rientra nella categoria "Gestione azioni" e si basa fondamentalmente su un sistema di gestione dei dadi decisamente originale per regolamentare il sistema delle azioni a disposizione dai giocatori. Nonostrante la presenza dei dadi il fattore fortuna viene molto mitigato da una serie di effetti che è possibile sfruttare a proprio favore, tant'è che anche risultati negativi possono portare comunque soldi e punti fama, molto utili ai fini delle vittoria. E' possibile ottenere punti difendendo la propria città dalle invasioni, attraverso le battaglie e con il raggiungimento di obiettivi di vario tipo. Per far questo vengono sfruttate le diverse combinazioni di dadi; i giocatori possono usare i loro dadi o addirittura quelli degli altri (pagando!) e cambiare i risultati ottenuti utilizzando i propri punti fama.
Considerazioni personali: il gioco ha dei materiali molto buoni e gradevoli ed inoltre presenta uno stile grafico molto particolare (le illustrazioni sono di Alexandre Roche). Le meccaniche mi sembrano molto buone e sono un buon mix tra tipologie diverse ma con un fattore di alea praticamente nullo o comunque molto basso. Può ricordare in qualche modo Kingsburg (gioco interessante) ma sembra decisamente più profondo e divertente. La durata non è eccessiva, circa 90 minuti, scala bene da 2 a 4 persone ed è particolarmente indicato nel gioco a due.
Considerazioni personali: il gioco sembra avere tutte le carte in regola (per quanto su Boadgamegeek fatichi a decollare) per essere uno dei giochi dell'anno, le azioni possibili sono numerose, la grafica non è affatto male e l'ambientazione è molto forte. Nonostante questo, essendo un gioco di gestione risorse/azioni, credo che non sarà nella mia lista della spesa a causa dei numerosi titoli più interessanti appartenenti a questa tipologia.
![]() |
| Vinhos |
Il secondo titolo è De Vulgari Eloquentia, gioco del nostro Mario Papini (autore tra gli altri di Siena, nel 2005), che prende il nome dal celebre trattato scritto da Dante in lingua latina nei primi anni del 1300. Il gioco, infatti, è ambientato in Italia nel tardo Medioevo ovvero negli anni in cui il Volgare (la lingua italiana parlata dal popolo ed in seguito utilizzata da San Francesco d'Assisi e dallo stesso Dante nella sua Divina Commedia) inizia lentamente a guadagnare importanza.
In questo gioco lo scopo è proprio quello di impegnarsi al massimo affinchè la nuova lingua possa vedere la luce passando ad esempio attraverso la traduzione di antichi manoscritti scritti nei vari dialetti, e scoprendo i segreti custoditi nella Biblioteca Pontificia.
Considerazioni personali: inizialmente mi ha colpito molto per la sua originalità ma scorrendo le immagini presenti in rete l'ho trovato molto poco accattivante dal punto di vista grafico e forse un po' troppo complesso per essere proposto anche a giocatori occasionali.
![]() |
| De Vulgari Eloquentia |
7 Wonders è probabilmente uno dei titoli che ha riscosso più successo in questo periodo post-Essen (come testimonia anche la sua posizione nel rank di Boardgamegeek) e vede i giocatori, da 3 a 7, impegnati nella costruzione delle 7 Meraviglie del mondo antico.
7 Wonders è un gioco di carte che prevede 3 ere, nelle quali i giocatori dovranno giocare in totale 6 carte da una mano iniziale di 7, una per turno. Ad ogni turno ogni giocatore sceglie una carta dalla propria mano, dopodiché ognuno mostrerà la carta scelta e la giocherà applicandone gli effetti. Le carte restanti andranno poi al giocatore alla propria sinistra o destra, a seconda dell’era in cui ci si trova.
Le carte appartengono a 7 categorie e prevedono edifici di: produzione dei materiali, scientifici, commerciali, militari e politici, tutti utili a collezionare risorse, denaro e punti vittoria. I pregi di questo gioco sono senza dubbio la rapidità e la relativa semplicità tant'è che risulta adatto sia ai giocatori assidui sia a quelli occasionali. L'ambientazione è godibile e si fa sentire (specie nelle prime partite) anche per merito delle splendide illustrazioni di Miguel Coimbra (l'illustratore di Small World!).
Inoltre il gioco pare molto ben bilanciato e dotato di ottima scalabilità anche se il variare del numero di giocatori può comportare un differente approccio strategico, a volte anche in modo piuttosto radicale.
I difetti principali riguardano invece i materiali poichè la scatola che contiene il gioco risulta particolarmente sovradimensionata e dunque scomoda e soprattutto perchè le carte sono di qualità piuttosto bassa e fuori misure standard con conseguenti problemi nell'imbustare un gioco dove le carte si mischiano di continuo.
Considerazioni personali: nonostante venga considerato (forse anche giustamente) un ottimo gioco, molto probabilmente non farà la sua comparsa nella mia collezione. Le illustrazioni e la grafica sono molto belle ma i prossimi acquisti di giochi di carte (di cui non sento particolarmente l'esigenza in questo periodo) saranno altri, prima fra tutti Dominion che ancora non possiedo e forse in seguito Citadels. Anche il prezzo mi invoglia assai poco essendo di recente lievitato a circa 45 euro (per la versione inglese).
![]() |
| 7 Wonders |
Troyes è l'ultima gioco di questa mini-rassegna ed è senza dubbio il titolo che più mi incuriosisce.
Il gioco deve il suo nome all'omonima città francese, famosa per essere stata un notevole centro per il commercio durante il Medioevo.
A livello di dinamiche Troyes rientra nella categoria "Gestione azioni" e si basa fondamentalmente su un sistema di gestione dei dadi decisamente originale per regolamentare il sistema delle azioni a disposizione dai giocatori. Nonostrante la presenza dei dadi il fattore fortuna viene molto mitigato da una serie di effetti che è possibile sfruttare a proprio favore, tant'è che anche risultati negativi possono portare comunque soldi e punti fama, molto utili ai fini delle vittoria. E' possibile ottenere punti difendendo la propria città dalle invasioni, attraverso le battaglie e con il raggiungimento di obiettivi di vario tipo. Per far questo vengono sfruttate le diverse combinazioni di dadi; i giocatori possono usare i loro dadi o addirittura quelli degli altri (pagando!) e cambiare i risultati ottenuti utilizzando i propri punti fama.
Considerazioni personali: il gioco ha dei materiali molto buoni e gradevoli ed inoltre presenta uno stile grafico molto particolare (le illustrazioni sono di Alexandre Roche). Le meccaniche mi sembrano molto buone e sono un buon mix tra tipologie diverse ma con un fattore di alea praticamente nullo o comunque molto basso. Può ricordare in qualche modo Kingsburg (gioco interessante) ma sembra decisamente più profondo e divertente. La durata non è eccessiva, circa 90 minuti, scala bene da 2 a 4 persone ed è particolarmente indicato nel gioco a due.
![]() |
| Troyes |



